Autore: Amministratore (Pagina 1 di 9)

72) Lc 14,25-33


25Vennero a lui molte folle, e voltatosi disse verso loro: “26Se uno viene verso di me e non odia il suo padre e la madre e la moglie e i figli e i fratelli e le sorelle e fin’anche la sua vita, non può essere mio discepolo. 27Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me non può essere mio discepolo.
28Chi, infatti, di voi che vuole costruire una torre, prima sedutosi, non calcola la spesa, se ha [mezzi] per il compimento? 29Affinché, posto egli un fondamento, e non avendo forza per finire, tutti quelli che vedono non comincino a prendersi gioco di lui 30dicendo: “Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha avuto forza per finire”.
31O quale re, recatosi da un altro re a fare guerra, sedutosi prima non si consiglia se è possibile con diecimila [uomini] affrontare chi gli viene incontro con ventimila? Se no, essendo egli ancora lontano, manda un’ambasceria a chiedere per la pace.
33Così dunque chiunque tra voi che non si separa da tutti i suoi averi non può essere mio discepolo».

71) Lc 14,15-24

15Avendo udito uno dei commensali queste cose gli disse: «Beato chi mangerà pane nel regno di Dio». 16Quegli rispose a lui: «Un uomo faceva una grande cena, e chiamò molti, e mandò il suo servo a ora di cena a dire ai chiamati: “venite, poiché è pronto”. 18E cominciarono da uno tutti a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e ho necessità di andare a vederlo. Ti prego di considerarmi scusato”. 19E un altro disse: “Ho comprato cinque gioghi di buoi e mi reco a provarli. Ti prego di considerarmi scusato”. 20E un altro disse: “Ho preso moglie e per questo non posso venire”. 21E tornato il servo annunciò al suo signore queste cose. Allora il padrone di casa, adirato, disse al suo servo: “Va’ subito per le piazze e strade della città e i poveri e storpi e ciechi e zoppi conduci qui”. 22E disse il servo: “Signore, è accaduto quanto hai comandato, e c’è ancora posto”. 23Disse il Signore al servo: “Va’ verso per le strade e le siepi e costringili a entrare affinché sia riempita la mia casa. 24Vi dico infatti che nessuno di quegli uomini che sono stati chiamati gusterà la mia cena”».

Buon Natale

1Avvenne in quei giorni che giunse un decreto di Cesare Augusto di censire tutta la terra. 2Questo primo censimento avvenne mentre era governatore della Siria Quirino. 3E andavano tutti per essere censiti, ciascuno verso la propria città. 4Salì anche Giuseppe dalla Galilea – dalla città di Nazaret – verso la Giudea, nella città di Davide chiamata Betlemme – per il fatto di essere dalla casa e famiglia di Davide – per farsi censire con Maria, diventata sua sposa, che era incinta. 6Avvenne, nell’essere loro lì, che furono compiuti i giorni del suo partorire, 7e partorì il suo figlio, il primogenito, e lo avvolsero in fasce e lo deposero in una mangiatoia, poiché non c’era per loro un luogo nell’alloggio.
8E pastori stavano in quella regione pernottando all’aperto e vegliando veglie di notte sul loro gregge. 9E un angelo del Signore stette su di loro e la gloria del Signore li avvolse, e furono impauriti di una grande paura. 10 E disse loro l’angelo: «Non abbiate paura, ecco infatti vi annuncio una grande gioia che sarà per tutto il popolo, 11poiché è nato per voi oggi un salvatore che è Cristo Signore nella città di Davide. 12E questo per voi il segno: troverete un neonato avvolto in fasce e giacente in una mangiatoia». 13E immediatamente avvenne con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: «14Gloria a Dio negli altissimi e sulla terra pace tra gli uomini del compiacimento».

70) Lc 14, 7-14

7Diceva una parabola verso quelli che erano seduti [a tavola], avendo visto come sceglievano i primi posti, dicendo verso loro: «8Quando sei invitato da qualcuno alle nozze, non sederti al primo posto, affinché non ci sia uno più degno di te invitato da lui, 9e venuto quello da te e avendo[ti] chiamato ti dica: dài a costui il posto, e allora comincerai con vergogna a prendere l’ultimo posto. 10Ma quando sei chiamato, recatoti, mettiti all’ultimo posto, affinché quando sia giunto colui che chiama da te ti dica: amico, sali più avanti. Allora sarà a te gloria davanti a tutti i tuoi commensali. 11Poiché chiunque innalza se stesso sarà umiliato, e chi umilia se stesso sarà innalzato».  12Diceva anche a chi aveva chiamato lui: «Quando fai pranzo o cena, non chiamare i tuoi amici né i tuoi parenti né vicini ricchi, cosicché anche essi ricambino a te e avvenga per te contraccambio. 13Ma quando fai un banchetto, chiama poveri, storpi, zoppi, ciechi, 14e sarai beato poiché non hanno da ricambiarti, sarà ricambiato infatti a te nella risurrezione dei giusti».

69) Lc 14,1-6

1E avvenne nell’andare egli in casa di uno dei capi dei Farisei di sabato per mangiare pane [che] essi stavano a controllarlo. 2Ed ecco un uomo idropico era davanti a lui. 3E rispondendo Gesù disse verso i dottori della legge e farisei dicendo: «è lecito di sabato curare o no?». 4Quelli tacquero. E preso[lo], lo guarì e lo liberò. 5E disse verso di loro: «[Se] il figlio o il bue di uno di voi cade in un pozzo, [chi] non subito lo tira fuori in giorno di sabato?». 6E non avevano la forza di contraddirlo su queste cose.

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68) Lc 13,31-35

31In quella stessa ora giunsero alcuni dei Farisei dicendo a lui: «Esci e vai lontano, poiché Erode vuole ucciderti». 32E disse loro: «Dopo essere andati, dite a quella volpe: “ecco scaccio demoni e compio guarigioni oggi e domani e il terzo [giorno] avrò completato”. 33Solo è necessario che io oggi e domani e il [giorno] che ho vada, poiché è impossibile che un profeta muoia fuori da Gerusalemme. 34Gerusalemme Gerusalemme che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono stati mandati verso di te, quanto spesso ho voluto radunare i tuoi figli a modo di un uccello con i suoi piccoli sotto le ali, e non avete voluto. 35Ecco la vostra casa è lasciata. Dico a voi: “non mi vedrete fino a che direte benedetto colui che viene nel nome del Signore”.

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67) Lc 13,18-30

18Disse dunque: «A cosa è simile il regno di Dio e a cosa lo assomiglierò? Simile è a un granello di senapa, che un uomo, dopo aver preso, ha gettato nel suo giardino, e si è moltiplicato ed è divenuto un albero e gli uccelli del cielo hanno fatto la tenda sui suoi rami».
20E di nuovo disse: «A cosa assomiglierò il Regno di Dio? 21simile è al lievito, che una donna, dopo aver preso, mescola a tre misure di farina finché non sia tutta lievitata».
22E passava attraverso città e villaggi insegnando e facendo cammino verso Gerusalemme. 23Disse a lui un tale: «Signore sono pochi quelli che si salvano?». Quegli rispose: 24«Combattete per entrare attraverso la porta stretta, poiché molti – vi dico – cercheranno di entrare e non ne avranno forza. 25Quando si sarà alzato il padrone di casa e chiuderà la porta e comincerete a stare fuori e a bussare alla porta dicendo: “Signore aprici!”, [allora] rispondendo [egli] dirà a voi: “Non conosco voi di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato davanti a te e bevuto e hai insegnato nelle nostre piazze”. E allora dirà dicendo: “Non so [voi] di dove siete. Allontanatevi da me tutti [voi] operatori di ingiustizia. Lì sarà il pianto e lo stridore dei denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel Regno di Dio, mentre voi gettati fuori. 29E verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da meridione e saranno seduti [a mensa] nel Regno di Dio. 30Ed ecco ci saranno ultimi che saranno primi e ci saranno primi che saranno ultimi».

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66) Lc 13,10-17

10[Una volta] Stava insegnando in una delle sinagoghe di sabato. 11Ed ecco [c’era] una donna che aveva uno spirito di infermità da diciotto anni ed era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. 12Avendo[la] Gesù vista, la chiamò e le disse: «donna, sei libera dalla tua infermità», e le impose le mani. E immediatamente si raddrizzò e glorificava Dio.
14Rispondendo il capo della sinagoga, irritato poiché Gesù aveva curato di sabato, disse alla folla: «Sei giorni ci sono nei quali bisogna lavorare. In quelli dunque venite a curarvi e non nel giorno di sabato». 15Gli rispose il Signore e disse: «Ipocriti, ciascuno di voi di sabato non scioglie forse il suo bue o l’asino dalla mangiatoia e lo conduce ad abbeverarsi? 16[E] Questa figlia di Abramo, che satana ha legato diciotto anni, non doveva essere sciolta da questa sua prigionia nel giorno di sabato?». 17E mentre diceva queste cose si vergognavano tutti i suoi avversari e tutta la folla gioiva per tutte le cose gloriose che accadevano da lui.

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65) Lc 12,54-59 – Lc 13,1-9


54Diceva anche alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite “viene il temporale” e avviene così. 55E quando soffia lo scirocco, dite che sarà caldo, e avviene. 56Ipocriti, il volto della terra e del cielo sapete giudicarlo, questo momento [presente] come non sapete giudicarlo? 57Perché anche da voi stessi non giudicate il giusto?
58Quando infatti vai con il tuo avversario dal magistrato, nella strada compi l’opera di allontanarti da lui, cosicché non ti trascini davanti al giudice, e il giudice ti consegni all’esecutore e l’esecutore ti getti in prigione. 59Dico a te, che non uscirai da lì, fino a che avrai restituito l’ultimo spicciolo».
1Gli presentarono alcuni in quel momento che annunciavano circa dei galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con [quello] dei loro sacrifici. 2E rispondendo disse loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori rispetto a tutti i Galilei perché hanno sofferto queste cose? 3No vi dico, ma se non vi convertite tutti allo stesso modo morirete. 4O quei diciotto sui quali è caduta la torre in Siloe e li ha uccisi, pensate che quelli fossero [più] debitori rispetto a tutti gli uomini che abitano Gerusalemme? 5No, vi dico, ma se non vi convertite tutti similmente morirete».
6Disse questa parabola: «Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna, e venne cercando frutto in lei e non [ne] trovò. 7Disse verso l’agricoltore: “Ecco da tre anni vengo a cercare frutto in questo fico e non ne trovo. Taglialo, perché sfrutta anche la terra?”. 8Quegli rispondendo dice a lui: “Signore lascialo ancora questo anno, fino a che io scavi attorno e getti letame, 9e [vedremo] se farà frutto per l’avvenire. Se no certamente lo taglierai”».

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64) Lc 12,41-53


41Disse Pietro: «Signore verso di noi questa parabola dici o anche verso tutti?». 42E disse Gesù: «Chi è dunque il fedele amministratore che [è] sapiente, che il Signore porrà a capo sulla sua servitù per dare nel momento [opportuno] il nutrimento? 43Beato quel servo, che il suo padrone, venendo, troverà mentre fa così. 44Veramente dico a voi che su tutti i suoi beni lo porrà a capo. 45Se invece quel servo dicesse nel suo cuore: “Il mio signore tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, mangiare e bere e ubriacarsi. Giungerà il signore di quel servo in un giorno che non pensa e in un’ora che non conosce, e lo dividerà e porrà la sua parte con gli infedeli.
47Quel servo che, conoscendo la volontà del suo signore, e non avrà preparato o fatto secondo la sua volontà riceverà molte percosse. 48Colui che, non conoscendole, avrà fatto cose degne di colpi, [ne] riceverà poche. A chiunque è stato dato molto, molto sarà richiesto a lui, e a chi è stato donato di più, molto di più sarà chiesto a lui.
49Fuoco sono venuto a gettare sulla terra, e come voglio che già fosse acceso. 50Un battesimo ho da essere battezzato, e come sono serrato fin quando non sia compiuto. 51Pensate che pace sono venuto a donare sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. 52Vi saranno infatti da ora in una casa cinque [persone] divise, tre contro due e due contro tre. 53Saranno divisi padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro la sua sposa e sposa contro suocera».

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